Curvatura e doppia curvatura del metallo negli arredi su misura

La curvatura del metallo negli arredi su misura è una delle sfide più complesse e stimolanti nell’interior design contemporaneo. Dalle superfici a doppia curvatura alle forme organiche, ogni progetto richiede un equilibrio tra visione progettuale e fattibilità tecnica. In questo articolo raccontiamo il nostro approccio attraverso casi studio reali, tra sperimentazione, ingegnerizzazione e lavoro artigianale.

Curvatura metallo arredi su misura: oltre il legno

Quando si parla di Devoto, il pensiero va spesso al legno. Ma il nostro lavoro non si ferma lì. Nel mondo dell’interior contract capita sempre più spesso di confrontarsi con richieste complesse: superfici organiche, forme fluide, geometrie non lineari. E quando queste richieste coinvolgono il metallo, la sfida si alza.

La curvatura del metallo negli arredi su misura, e ancor di più la doppia curvatura, non è solo una questione produttiva, ma un processo che coinvolge progettazione, ingegnerizzazione e capacità di adattamento.

Doppia curvatura del metallo: tra limite e soluzione

A differenza del legno, il metallo ha limiti più rigidi nella lavorazione. Non sempre è possibile ottenere superfici continue e complesse partendo da una semplice lamiera. È qui che entra in gioco il nostro approccio: scomporre per costruire. Analizzare la forma, studiarla, suddividerla in elementi realizzabili e poi ricomporla in modo coerente, mantenendo l’intenzione progettuale iniziale.

Ma questo approccio non resta teoria. Negli anni lo abbiamo applicato su progetti reali, molto diversi tra loro per scala, funzione e complessità. Nei casi che seguono raccontiamo come la curvatura del metallo diventa soluzione concreta, passando dal concept alla realizzazione.

Caso studio 1: la reception dell’Hotel Romeo

La richiesta iniziale era ambiziosa: superfici in ottone a doppia curvatura, continue e senza giunti visibili. La realtà produttiva, però, non permetteva di ottenere quelle forme direttamente da lamiere di ottone. Abbiamo quindi proposto una soluzione alternativa: utilizzare vetroresina verniciata effetto ottone, una tecnica messa a punto dopo molta sperimentazione e prototipazione nel nostro reparto verniciatura. Il cliente però non voleva rinunciare alla materia vera. E a quel punto, giustamente, si trova una soluzione.

Abbiamo scomposto la superficie in una serie di elementi più piccoli: “squame” di ottone, ciascuna lavorabile e curvabile, in grado di restituire nel complesso la forma organica richiesta.

Caso studio 2: la lobby dell’Hotel Romeo

Nel progetto della lobby dell’Hotel Romeo, il design prevedeva la realizzazione di elementi sospesi in acciaio inox: forme leggere e articolate che richiamavano visivamente degli “scheletri di balena”.

Si trattava di geometrie complesse, tridimensionali, apparentemente non replicabili con elementi standard. La richiesta prevedeva infatti l’utilizzo di acciaio inox AISI 304 satinato, lavorato in forme organiche e superfici a doppia curvatura, dove la componente estetica doveva dialogare perfettamente con quella strutturale, rendendo ogni saldatura non solo resistente ma anche visivamente impeccabile.

La chiave, ancora una volta, è stata la capacità di leggere il progetto non come un oggetto unico, ma come un sistema. Abbiamo quindi lavorato sulla scomposizione delle strutture in sottoelementi, sviluppando una soluzione a moduli: ogni parte è stata progettata e ingegnerizzata per essere prodotta, trasportata e assemblata, attraverso elementi calandrati uniti da saldature di precisione.

Questo approccio ha permesso di mantenere la leggerezza visiva dell’insieme, garantendo allo stesso tempo stabilità e precisione. L’intero sistema è stato poi satinato manualmente, uniformando finiture e riflessioni per assicurare continuità visiva su tutta la superficie e un risultato finale solido, coerente e altamente controllato anche nei dettagli più tecnici.

Fondamentale è stato il dialogo con partner specializzati, capaci di lavorare su modellazione 3D avanzata e produzione su misura, condividendo lo stesso linguaggio tecnico e progettuale. Il progetto è stato inoltre supportato da un’intensa fase di ricerca e sviluppo e da una progettazione esecutiva accurata, con un coordinamento continuo tra ufficio tecnico e reparti produttivi – dal taglio laser alla piega, dalla calandratura alla saldatura. Sono stati infine realizzati pre-assemblaggi in officina per verificare tolleranze e geometrie, assicurando in cantiere un montaggio preciso e il perfetto funzionamento dell’intera struttura.

Caso studio 3: il bancone ristorante dell’Hotel Romeo Roma

Il frontale del bancone è in marmo nero Marquinia, attraversato da inserti in acciaio inox a sezione variabile che sembrano lava solidificata. Il problema? Superfici curve, irregolari, con concavità e sporgenze. La soluzione è stata un lavoro di precisione: le lastre di marmo sono state realizzate su misura, mentre i profili in acciaio inox, costruiti su dime da noi ingegnerizzate, sono stati installati e fissati con torsione meccanica, direttamente in opera. Il risultato è un elemento continuo, fluido, senza interruzioni visive.

Caso studio 4: la panca Enel

La panca realizzata per Enel è un esempio di come un oggetto apparentemente semplice possa nascondere una grande complessità esecutiva.

L’intervento prevedeva la realizzazione di una seduta continua a partire da un unico foglio di lamiera in acciaio inox satinato, curvato e sostenuto da una sottostruttura metallica interna.

La sfida principale non era tanto la curvatura in sé, quanto il risultato finale: una superficie continua, pulita, senza interruzioni visive.
Questo ha richiesto un lavoro estremamente preciso su pieghe, tolleranze e assemblaggi, con l’obiettivo di eliminare qualsiasi segno di giunzione o saldatura.

Il risultato è un elemento essenziale nella forma, ma altamente sofisticato nella realizzazione, dove la tecnica scompare per lasciare spazio alla percezione di continuità.

Caso studio 5: la parete “petali” del ristorante Per Me

Nel ristorante Per Me dello chef Giulio Terrinoni, su progetto di Alvisi Kirimoto, abbiamo realizzato una parete scenografica composta da centinaia di elementi metallici.

Il disegno, apparentemente semplice, è in realtà il risultato di una costruzione estremamente articolata: ogni elemento, che ci piace definire “petalo”, ha un proprio grado di curvatura, apertura e inclinazione. Non esistono due pezzi identici, e proprio questa variazione controllata genera movimento, profondità e vibrazione sulla superficie.

La realizzazione è stata completamente artigianale. Ogni elemento è stato curvato, verniciato e installato singolarmente, seguendo uno schema progettuale molto preciso. È un lavoro in cui la scala si ribalta: piccoli elementi, grande complessità. E dove la manualità diventa parte integrante del risultato finale.

Curvatura metallo arredi su misura: l’approccio di Devoto

Essere interior contractor significa conoscere profondamente tutti i materiali, non solo dal punto di vista estetico, ma anche tecnico e produttivo.

Negli anni, grazie alle sfide progettuali affrontate, abbiamo imparato a lavorare il metallo con lo stesso approccio che utilizziamo per il legno: studio, sperimentazione, modellazione, ingegnerizzazione. Le tecnologie cambiano, i processi sono diversi. Ma il metodo resta lo stesso.

E, alla fine, anche il metallo può diventare materia fluida.

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