Le Tendenze del design degli hotel: come sono cambiati dagli anni ’80 a oggi

Le tendenze design hotel sono cambiate profondamente negli ultimi quarant’anni. Claudio Devoto ripercorre l’evoluzione del design alberghiero, dagli stilemi classici degli anni ’80 e ’90 alla sperimentazione dei Duemila, fino agli hotel contemporanei, tra wellness, tecnologia, comfort acustico e nuovi modi di vivere gli spazi.

L’evoluzione del design alberghiero attraverso l’esperienza di Claudio Devoto

Entrare in un hotel degli anni Ottanta e in uno contemporaneo significa confrontarsi con due modi profondamente diversi di intendere l’ospitalità. Non sono cambiati soltanto lo stile degli arredi, i materiali o i colori: sono cambiate le esigenze degli ospiti, le funzioni degli spazi, le tecnologie, le normative e, soprattutto, il ruolo stesso del progetto.

Per ripercorrere l’evoluzione delle tendenze del design degli hotel abbiamo scelto un punto di vista privilegiato: quello di Claudio Devoto, che dal 1979 lavora nel mondo dell’arredamento su misura e ha attraversato in prima persona oltre quattro decenni di trasformazioni dell’hotellerie.

Dagli intarsi e dalle cornici degli anni Ottanta alla sperimentazione dei primi anni Duemila, fino agli hotel contemporanei, dove spa, rooftop, domotica e comfort acustico sono diventati elementi centrali dell’esperienza: ogni epoca ha lasciato il proprio segno nel modo di progettare gli spazi dell’ospitalità.

Le tendenze di design degli hotel negli anni ’80: eleganza, intarsi e Art Déco

Negli anni Ottanta l’idea di eleganza nell’hotellerie era ancora fortemente legata a un linguaggio decorativo classico.

Intarsi, cornici e richiami all’Art Déco caratterizzavano molti degli alberghi di fascia alta. Anche le essenze utilizzate raccontavano quell’epoca: il ciliegio, oggi quasi scomparso dai progetti alberghieri contemporanei, era uno dei legni ricorrenti.

Tra i progetti realizzati da Devoto Design in quegli anni, Claudio ricorda realtà come il Regina Hotel Baglioni e il Patria Palace, espressione di un modo di concepire l’arredamento alberghiero nel quale decorazione, lavorazioni del legno e stilemi classici avevano un ruolo centrale.

L’hotel doveva comunicare prestigio e l’arredo contribuiva a farlo attraverso materiali, dettagli e codici estetici immediatamente riconoscibili.

Gli anni ’90 e la permanenza degli stilemi classici

Il passaggio agli anni Novanta non determina immediatamente una rottura nelle tendenze design hotel dell’epoca. Cornici, cornicioni, serliane e motivi decorativi continuano a caratterizzare molti progetti. Gli stilemi classici vengono ancora percepiti come una delle massime espressioni dell’eleganza alberghiera.

Eppure, proprio in questo decennio cominciano a cambiare alcuni aspetti destinati ad avere conseguenze importanti sulla progettazione. Uno spartiacque, ricorda Claudio, arriva sul fronte normativo. Nel 1994 la regolamentazione antincendio per il settore alberghiero diventa più specifica e stringente, introducendo requisiti che incidono anche sulle scelte legate agli arredi.

Da questo momento, progettare e realizzare un interior per l’hospitality significa confrontarsi sempre di più non soltanto con l’estetica e la funzionalità, ma anche con precise prestazioni tecniche.

I primi anni 2000: quando l’hotel diventa espressione di architettura

È con l’inizio degli anni Duemila che Claudio individua il vero grande cambiamento. Per Devoto Design, un progetto emblematico di questa trasformazione è stato l’ES Hotel, realizzato con l’allora studio King Roselli.

Gli architetti iniziano a sperimentare con maggiore libertà, utilizzando essenze, forme e stilemi diversi rispetto al passato. Le camere non devono più necessariamente essere tutte uguali, gli arredi possono diventare riconfigurabili e la reception può trasformarsi in un elemento fortemente caratterizzante del progetto.

Comincia a comparire con maggiore decisione anche la curva, aprendo nuove possibilità formali ma introducendo, allo stesso tempo, nuove complessità nella realizzazione degli arredi. È la fine di un linguaggio dominante e l’inizio di una fase di grande sperimentazione.

L’hotel diventa sempre più espressione di architettura e design: non è più sufficiente essere eleganti secondo codici condivisi, bisogna costruire un’identità capace di distinguere una struttura dall’altra.

Una trasformazione che oggi appare consolidata: unicità, identità e capacità del progetto di dialogare con il luogo sono infatti diventati elementi centrali dell’hotel design contemporaneo.

Dalla piscina sul rooftop alla spa: cambiano gli spazi dell’hotel

L’ES Hotel permette di leggere anche un altro cambiamento interessante.

Nel progetto compare una piscina sul rooftop, una soluzione che all’epoca rappresentava una novità importante. Oggi terrazze e rooftop sono invece diventati spazi fortemente valorizzati, soprattutto quando consentono all’ospite di instaurare un rapporto con l’esterno e con il contesto circostante.

Lo stesso accade per le spa. Negli anni Novanta non erano necessariamente presenti neppure in tutti gli hotel a cinque stelle. Dagli anni Duemila iniziano invece ad assumere un’importanza crescente, fino ad arrivare alla situazione attuale, in cui gli spazi dedicati al wellness sono diventati un servizio sempre più rilevante anche nelle strutture a quattro stelle.

Persino gli hotel business, tradizionalmente concentrati su sale congressi, meeting room e servizi dedicati al lavoro, hanno progressivamente integrato palestre e aree wellness. L’hotel, insomma, non risponde più a una sola funzione.

La camera d’hotel cambia insieme all’ospite

Anche la camera racconta chiaramente l’evoluzione dell’hotellerie.

Oggi è più evidente, ad esempio, la differenza tra hotel business e hotel leisure. Nel primo caso, l’ospite soggiorna generalmente per periodi più brevi e ha bisogno di uno spazio adeguato per lavorare: l’armadio può quindi ridursi mentre la scrivania acquista importanza. In una struttura turistica accade spesso il contrario: aumenta la necessità di contenimento, mentre lo spazio dedicato al lavoro può diventare più discreto.

Sono cambiate anche le dimensioni del letto. I king size, oggi molto diffusi, non rappresentavano lo standard nei progetti degli anni Novanta e dei primi Duemila.

E poi ci sono piccoli elementi che raccontano grandi cambiamenti nelle abitudini degli ospiti. Il bollitore per preparare tè, caffè e tisane, oggi quasi scontato in molte strutture, vent’anni fa era tutt’altro che comune negli hotel italiani.

Lo stesso vale per l’illuminazione interna degli armadi: assente negli anni Novanta e ancora poco diffusa nei primi Duemila, oggi progettare un armadio senza un sistema di illuminazione integrato all’apertura delle ante risulterebbe quasi anacronistico.

Il bagno esce dal bagno

Un’altra trasformazione riguarda il rapporto tra camera e bagno. Tra le tendenze del design hotel degli ultimi anni c’è una progressiva ridefinizione dei confini tra questi due ambienti.

Il WC tende a essere separato, mentre elementi tradizionalmente confinati all’interno del bagno, come vasca, doccia o lavabo, possono entrare nello spazio della camera e diventare parte integrante del progetto di interior. Non cambia quindi soltanto il linguaggio estetico: viene ripensata l’architettura stessa della stanza e il modo in cui l’ospite utilizza gli spazi durante il soggiorno.

Dal ciliegio al rovere: come sono cambiati i materiali negli hotel

Anche i materiali permettono di leggere chiaramente il passaggio da un’epoca all’altra e di comprendere come si siano evolute le tendenze di design degli hotel nel tempo. Se negli anni Ottanta e Novanta il ciliegio era una presenza ricorrente, oggi è praticamente scomparso dal panorama dell’arredamento alberghiero contemporaneo. Negli ultimi anni sono soprattutto rovere, noce e superfici laccate a costituire un leit-motiv di molti progetti.

Il cambiamento dei materiali non è però soltanto estetico. A cambiare è anche il modo in cui vengono utilizzati.

Claudio ricorda, per esempio, come nell’ES Hotel sia stato impiegato il parquet di ipé anche negli spazi comuni: una scelta tutt’altro che scontata in un momento in cui il parquet veniva generalmente evitato nelle aree ad alto passaggio per il timore del deterioramento. Sperimentare significava quindi anche mettere in discussione regole progettuali considerate, fino a quel momento, quasi intoccabili.

Comfort acustico: il silenzio diventa parte del progetto

Tra gli aspetti che hanno acquisito maggiore importanza negli ultimi anni c’è sicuramente il comfort acustico. L’insonorizzazione delle camere è diventata una componente fondamentale della qualità percepita dall’ospite, ma l’attenzione non riguarda soltanto gli spazi destinati al riposo.

Ristoranti, hall e aree comuni devono essere progettati considerando anche il comportamento acustico dell’ambiente. Materiali, rivestimenti e soluzioni costruttive contribuiscono quindi a creare spazi nei quali sia possibile conversare, lavorare o rilassarsi senza che il rumore comprometta l’esperienza. Non sorprende che il benessere acustico continui a essere indicato anche tra gli aspetti rilevanti dell’hotel design contemporaneo.

Domotica e tecnologia: progettare ciò che non si vede

L’evoluzione tecnologica ha introdotto un altro livello di complessità. La domotica consente oggi infinite possibilità di gestione della camera, dall’illuminazione alla climatizzazione fino ai diversi servizi a disposizione dell’ospite.

Ma integrare la tecnologia significa anche ripensare ciò che sta dietro agli arredi. Quadri elettrici e impianti sono diventati più complessi e ingombranti e devono essere previsti fin dalle prime fasi della progettazione. L’architettura della stanza e gli elementi di arredo devono quindi essere studiati per accogliere una componente tecnologica sempre più importante senza comprometterne l’estetica o la funzionalità. È un aspetto spesso invisibile all’ospite, ma fondamentale per chi deve trasformare il progetto in qualcosa di concretamente realizzabile.

Le tendenze design hotel contemporanee: non più solo una camera in cui dormire

Guardando agli oltre quarant’anni raccontati da Claudio, emerge soprattutto un cambiamento: l’hotel ha progressivamente ampliato il proprio ruolo. La qualità della camera rimane centrale, ma l’esperienza dell’ospite coinvolge sempre più l’intera struttura.

La SPA è diventata un servizio importante, la ristorazione di qualità può contribuire all’identità stessa del brand alberghiero, rooftop e giardini creano un rapporto con l’esterno, mentre palestre e spazi dedicati al benessere entrano anche in strutture tradizionalmente rivolte al turismo e al business.

Le aree comuni non sono più semplicemente spazi di passaggio, ma parte integrante dell’esperienza. Una direzione che ritroviamo anche nelle più recenti analisi del settore, dove gli spazi sociali, il rapporto tra interno ed esterno e l’identità specifica di ogni struttura emergono tra i temi del design alberghiero contemporaneo.

E contemporaneamente aumenta l’attenzione per ciò che rende il soggiorno più confortevole: dal letto king size all’acustica, dalla tecnologia integrata all’illuminazione, fino a dettagli apparentemente piccoli come un armadio illuminato o la possibilità di prepararsi una bevanda calda in camera.

Quarant’anni di hotel design: cambia lo stile, resta la sfida della realizzazione

Dagli intarsi degli anni Ottanta alle camere connesse di oggi, le tendenze del design degli hotel raccontano molto più dell’evoluzione del gusto. Raccontano come sono cambiate le abitudini delle persone, il concetto di lusso, le normative, la tecnologia e le aspettative nei confronti dell’ospitalità, fattori che continuano a influenzare le tendenze design hotel.

Per chi, come Devoto Design, trasforma il progetto in realtà, ogni evoluzione porta con sé nuove sfide: materiali da sperimentare, soluzioni da ingegnerizzare, normative da rispettare, impianti da integrare e dettagli da costruire su misura. Cambiano gli stilemi, le essenze e le funzioni. Cambia persino ciò che un ospite considera indispensabile. Quello che rimane è la necessità di trovare, progetto dopo progetto, il modo migliore per trasformare un’idea architettonica in uno spazio da vivere.

 

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