#vetro

I vetri più usati nell’architettura d’interni sono:

• vetri stratificati: vetri che in caso di rottura non rilasciano dei frammenti pericolosi. Il vetro stratificato è composto da più vetri legati tra loro da plastica adesiva (butinale polivinico).

• vetri temperati: vetri sono ottenuti grazie al passaggio in un forno a 640° e al successivo raffreddamento. Questa particolare tecnica di produzione, lavorazione, fa sì che i vetri temperati siano molto più resistenti di quelli normali. Sono, d’altro canto, molto delicati: una piccola scheggiatura al lato porta alla frantumazione dell’intero vetro in piccoli frammenti.

• vetri retro verniciati: vetri che hanno un lato laccato. Grazie all’utilizzo di questa lavorazione acquisiscono caratteristiche di forte lucentezza e resistenza.

• vetri satinati: vetri resi opachi dal processo di satinatura. Sono usati molto per vetrine, porte a vetri, uffici, ecc…

• vetri di sicurezza: vetri più idonei a prevenire e/o a ridurre al minimo le conseguenze di incidenti, effrazioni, atti vandalici,
incendi. Questi tipi di vetri possono essere stratificati, oppure temperati. I primi si ottengono intercalando un foglio di butinale polivinico tra due lastre, in modo da incollarle stabilmente, a caldo e sotto pressione. I secondi si ricavano da lastre riscaldate al di sotto della temperatura di rammollimento e raffreddate con getti d’aria sulle due facce. Sono vetri di sicurezza anche quelli infrangibili, armati, retinati, antinfortunio, antivandalismo ed antiproiettile.